Nasce un nuovo modo di “essere cittadini”, più consapevoli e partecipativi, in grado di influenzare i trend e le scelte dei “grandi” (politici, istituzioni, imprese e media tradizionali). I nuovi media a disposizione permettono loro di far sentire le proprie istanze, di unirsi tra categorie e comunità, determinare i cambiamenti nella società attraverso scelte di consumo responsabili e comportamenti etici.

martedì 29 aprile 2014

Riforma del Codice del consumo:
un segnale da non trascurare

Dal prossimo 13 giugno i contratti sottoscritti con un consumatore saranno sottoposti a nuove regole che, nella previsione della legge, dovrebbero tutelarlo di più. Considerando, però, il tempo intercorso per arrivare alla revisione del Codice del consumo - che trae spunto da una direttiva del 2011, entrata in vigore adesso per effetto del decreto Legislativo 21 febbraio 2014, n. 21 -, la mole di consultazioni e dibattiti e il risultato finale, sembra che la montagna abbia partorito un topolino. Infatti, le principali modifiche riguardano le vendite a distanza e fuori dai locali commerciali, con la previsione di informazioni ancor più chiare e specifiche formalità in fase precontrattuale, l’estensione del diritto di recesso a 14 giorni e il rimborso delle spese di consegna. Puntualizzazioni molto dettagliate si accompagnano a un nulla di fatto per semplificare e regolare in modo organico il rapporto impresa e consumatore, da sempre visto in un’ottica conflittuale. Crescono gli oneri per chi opera in questo settore e aumentano le sanzioni applicate dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato nel caso di pratiche commerciali scorrette (che arrivano ora a cinque milioni di euro), ma ancora manca la capacità o il coraggio di mettere mano all’intera materia, affidandosi a specifici provvedimenti che confluiscono nel nostro Codice del consumo senza alcun coordinamento. Concepiti allo scopo di difendere la parte più debole, gli interventi di matrice europea che da oltre vent’anni recepiamo a livello nazionale, hanno sicuramente il pregio di accrescere la sensibilità nei confronti dei diritti del cliente, ma trascurano di promuovere una fattiva collaborazione tra i protagonisti del mercato allo scopo di rendere più trasparente e chiaro lo scambio commerciale. Nell’assenza di una “visione dall’alto” capace di trovare la giusta sintesi, è forse giunto il momento per le parti in causa, pensare a come risolvere tra loro i rapporti, aprendo nuovi canali di dialogo.

lunedì 10 marzo 2014

Vincere la sfiducia del consumatore

Vendere un prodotto distinguendosi sul mercato è sempre stata un’impresa. Ma quanto si complica la faccenda dal momento in cui il consumatore dispone di un illimitato accesso alle informazioni? E’ la domanda che si pone l’ultima ricerca condotta da Havas Worldwide (1) che periodicamente pubblica report sull’andamento del mercato, considerando in particolar modo l’influenza determinante dei prosumer (2).
Si parte da un dato di fatto: oggi grazie a Internet i consumatori sono in grado di conoscere nel dettaglio i prodotti che gli interessano (dagli ingredienti, ai materiali, al prezzo), ma hanno accesso anche a ciò che sta dietro al marchio, incluso il rapporto che un’azienda ha con i suoi lavoratori, i fornitori, le comunità locali e il pianeta; insomma, arrivano a percepire il comportamento complessivo di un’azienda. L’indagine di Havas Worldwide evidenzia come oltre l’80% dei prosumer e il 60% dei consumatori tradizionali ritiene di avere oggi maggiori informazioni sulle aziende rispetto al passato. La maggioranza dei prosumer dichiara di aver fatto ricerche relative alla reputazione o all'etica di una società negli ultimi mesi, e quando le persone trovano qualcosa che non gli piace, hanno modi di esprimere la loro insoddisfazione: 85% dei prosumer e il 67% dei consumatori tradizionali sono convinti di avere più strumenti per punire una società che si è comportata male.

giovedì 6 marzo 2014

Ti manca un pezzo? Fattelo da solo

Oggi stampiamo a casa tutti i testi che vogliamo a un costo accettabile, domani potremmo fare lo stesso con gli oggetti in 3D.
La produzione si sposta dalla fabbrica a domicilio: non più migliaia di pezzi, costi di distribuzione e intermediari. Pezzo singolo per esigenze specifiche, uniche.
Sarà questo il futuro del prosumerismo?
Nel seguente video è mostrato come creare già oggi da sé una manopola della cucina che si è rotta.




Nel video seguente si arriva a costruire un esoscheletro.


lunedì 24 febbraio 2014

Ma chi ha tempo di leggere l'etichetta?

Tutte le grandi catene distributive, da Esseleunga a Coop, commerciano prodotti con il loro nome, spesso a un prezzo molto più conveniente di quelli proposti da marchi famosi. La sorpresa si ha leggendo l'etichetta e scoprendo che, in molti casi, il produttore effettivo è lo stesso.
Ad esempio:
- il CAFFE’ ESSELUNGA è prodotto dalla PELLINI
- Lo YOUGURT CONAD è prodotto dalla VIPITENO
- I PANNOLINI COOP sono prodotti da HUGGIES

Il risparmio può essere notevole, considerando che spesso il prodotto è praticamente lo stesso. Ma chi ha tempo di leggere le etichette per scoprire da chi e dove il prodotto è effettivamente realizzato? Qualcuno c'è, visto il successo del sito www.ioleggoletichetta.it, nato da un'idea di Raffaele Brogna che ha creato una lista di prodotti "equivalenti" grazie anche alle segnalazioni provenienti dai lettori.
Così si viene a sapere che il Succo Skipper e quello Esselunga sono entrambi prodotti da Zuegg, hanno tabelle nutrizionali praticamente identiche e una differenza di costo di 0,41 euro per confezione. Il gusto da testare.

giovedì 13 febbraio 2014

La rivoluzione del cibo:
i Food e-Vangelist



L’uomo è ciò che mangia, diceva Feuerbach, ma - secondo un'indagine dell’agenzia di comunicazione Ketchum - anche ciò che consiglia agli altri di mangiare.
Dalla ricerca condotta a livello mondiale su un campione di 1.800 persone, è emersa una nuova categoria di consumatori, gli evangelizzatori del cibo.
Si tratta di persone che oltre ad essere molto attente a ciò che mangiano, sono particolarmente attive nel comunicare i risultati del loro sapere: dedicano, infatti, parte del proprio tempo per coinvolgere gli altri in conversazioni sul cibo (sia online che di persona), condividendo e raccomandando prodotti e alimenti. Sono soprattutto molto critici, raccolgono informazioni, le soppesano, dubitano di quanto gli viene detto, sperimentano e si formano un’autonoma convinzione di cosa sia il meglio per loro e per gli altri. Ci tengono, insomma, a trasmettere quanto appreso e non si fermano al livello di scelta personale. Molti di loro aprono blog.

giovedì 30 gennaio 2014

Burberry si piega alla rete

Basta sostanze chimiche pericolose nei vestiti. La campagna lanciata da Greenpeace contro Burberry per l’eliminazione dai suoi prodotti di sostanze come i flatati, PFCs e l’antimonio ha sortito i suoi effetti in sole due settimane. Il marchio britannico del lusso si è impegnato a non utilizzarle più nei propri vestiti e a ripulire i propri processi produttivi entro il 2020, pressato dalle richieste provenienti dai social media: oltre 10.000 tweet sono arrivati a @Burberry per chiedere di “fare la cosa giusta”, mentre su Facebook, la bacheca del brand è stata sommersa dalle richieste di impegno per un futuro senza sostanze chimiche pericolose. Contemporaneamente gli attivisti di Greenpeace si muovevano in sei nazioni, dalla Cina all’Olanda presidiando con presidi informativi i punti vendita di Burberry. L’operazione di Greenpeace si inserisce all’interno della campagna di sensibilizzazione “Piccoli mostri nell’armadio” basata su uno studio che rivela come nei vestiti per bambini di molti marchi famosi si annidino sostanza pericolose. Hanno già aderito all’iniziativa, promettendo di rendere detox i propri vestiti e a ripulire i propri processi produttivi Nike, Adidas, Puma, H&M, M&S, C&A, Li-Ning, Zara, Mango, Esprit, Levi’s, Uniqlo, Benetton, Victoria’s Secret, G-Star Raw, Valentino, Coop, Canepa e da oggi anche Burberry.

mercoledì 29 gennaio 2014

Su cosa risparmiano gli italiani

1 – Riducono i pasti fuori casa

2 – Riducono le spese di abbigliamento

3 – Acquistano marchi alimentari più economici
 

 
 
Sono queste le tre principali strategie di risparmio adottate dagli italiani in periodo di crisi secondo l’indagine Nielesen Global Survey of Saving and Investment Strategies di recente pubblicazione. Siamo più attenti a risparmiare rispetto alla media europea (Italia 36%, Ue 33%), anche perché sfiduciati sulla ripresa economica: solo un  italiano su 10 è certo di raggiungere i propri obiettivi finanziari mentre per circa il 70% degli intervistati non sarà cosi facile e, pertanto, rinuncia a investire in una seconda casa, nel matrimonio oppure nella nascita di un figlio.

lunedì 27 gennaio 2014

Diversamente abili

Affronto l’annosa questione dei diritti dei disabili, tema sensibile e indicativo di come sono considerati i cittadini di un paese. Porto un’esperienza personale e per l’occasione assumo le vesti di prosumer, ossia cerco di far sì che una mia esigenza personale venga presa in considerazione nella speranza che possa contribuire al miglioramento del servizio offerto alla collettività.
Periodicamente accompagno mia madre presso una struttura sanitaria dove riceve le cure di cui necessita. Avendo difficoltà di deambulazione, il Comune le ha riconosciuto da anni il diritto a un pass disabili per parcheggiare nelle aree di sosta riservate. Fino a poco tempo fa, chi possedeva il pass disabili poteva lasciare l’automobile nel piazzale interno della struttura in questione e raggiungere facilmente gli ambulatori. Recentemente la portineria ha fatto sapere che sono cambiate le disposizioni interne: non è più possibile sostare in quel luogo, ma bisogna recarsi presso il nuovo parcheggio interrato, distante circa 300 metri. Insomma, un bel pezzo di strada in più.

martedì 21 gennaio 2014

Il rumore della rete convince Algida


Wired sostiene che si tratta del primo caso, o almeno uno dei più importanti, in cui la protesta dei consumatori avvenuta sui social media ha avuto la meglio sull’azienda produttrice. Lanciato alla fine degli anni ’90 e ritirato dalla produzione pochi anni dopo, questo gelato ha mantenuto una folta schiera di fan, raccolti in una pagina Facebook creata da due di loro a nome “Ridateci il Winner Taco” (oltre 10.000 like). L’adesione all’iniziativa ha avuto un tale successo da giungere alle orecchie dell’azienda che – dopo aver studiato un piano di fattibilità – ha annunciato il lancio della nuova produzione con buona pace degli appassionati e un’eco sui principali social network. Interessante l’intervista realizzata da Ninja Marketing a Tommaso Vitali, group manager brand building ice cream di Algida, in cui si chiarisce il rapporto azienda/consumatori sviluppatosi nel tempo e che ha influenzate le scelte di marketing. Una nuova era è iniziata?

lunedì 20 gennaio 2014

Il mercato del lunedì

Quanto costa un chilo di patate? E i carciofi? Economia da marciapiede, quella che si registra al mercato, dove i prezzi fluttuano in base alle stagioni, all’orario, alle bancarelle (c'è anche il gioielliere) e alla qualità dei prodotti.

LUNEDI' 10 MARZO 2014
SCIOPERE ORTOMERCATO MILANO

Oggi frutta e verdura non vengono smistate all'ortomercato di Milano a causa di uno sciopero degli addetti al servizio per mancato raggiuggimento accordo tra sindacati e Sogimi.
Guardare bene la merce! Frutta e verdura presente sulle bancarelle sono quelle dei giorni scorsi.

LUNEDI 27 GENNAIO 2014

Prezzi base
Friarelle 1 euro al kg
Fagiolini 1,50 al kg
Cime di rapa 1,49 al kg
Avocado 1 euro l’uno

Dal gioielliere
Cavolo rapa del Lazio 0,60 euro l’uno
Carciofi di Albenga 1,90 euro l’uno
Piselli di Sicilia 6 euro al kg
Trombette di Sicilia 4 euro al kg
Gobbi del Piemonte 5 euro al kg
Cicorino della Campania 8 euro al kg

domenica 19 gennaio 2014

Come ti cambio la legge elettorale

video


Intervista esclusiva ad Aldo Bozzi e Claudio Tani, firmatari del ricorso che ha portato alla dichiarazione di incostituzionalità della Legge Calderoli, il famigerato "Porcellum" con cui si è votato fino ad oggi.
Si deve a loro, e ad altri 25 comuni cittadini che hanno sposato la causa, se il dibattito sulla legge elettorale è tornato al centro dell'agenda politica. In particolare ad Aldo Bozzi, avvocato di Milano, che per primo ha deciso di intraprendere la strada giudiziaria per vedersi riconosciuto il diritto di votare secondo Costituzione, che garantisce il voto "personale ed eguale, libero e segreto" (art. 48, comma 2) e a "suffragio universale e diretto" (art. 56, comma 1 e 58, comma 1).

Sul sito della Corte Costituzionale è disponibile il video integrale dell'udienza di discussione del caso svoltasi il 3 dicembre scorso: http://www.cortecostituzionale.it/ActionPagina_1126.do

Sono ora disponibili anche le motivazioni che hanno portato alla dichiarazione di incostituzionalità:
SENTENZA N. 1
ANNO 2014

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

sabato 18 gennaio 2014

Occhio al volantino: può essere ingannevole spingere il cliente a entrare nel punto di vendita

C’è voluta la Corte di Giustizia europea per affermare un principio che chiunque considererebbe lapalissiano: non si può attrarre la clientela a recarsi in un punto vendita con false promesse.

La questione è più delicata di quanto sembri, perché l’utilizzo di comunicazioni che promettono sconti vantaggiosi e offerte speciali è molto diffusa, salvo poi non sempre corrispondere al vero. Spesso, infatti, il consumatore corre a cercare il prodotto in offerta e si sente dire che è andato a ruba, insomma non c’è più. Intanto però la strada l’ha fatta, il tempo l’ha perso e si trova dentro un luogo in cui – già che c’è – magari compra qualcosa. A parte il rischio di disaffezione e sfiducia che ingenera un’esperienza di questo tipo, chi utilizza il meccanismo delle offerte speciali per attrarre la clientela, deve ora fare i conti con le sanzioni previste dal Codice del consumo qualora si configuri l’ipotesi di una pratica commerciale ingannevole.

venerdì 17 gennaio 2014

La cura peggiore del male

Un utente, tale GhostlyRich, ha pubblicato su Youtube il video fatto in casa in cui mostra il proprio Samsung Galaxy S4 con evidenti segni di bruciatura, dovuti, a suo dire a un difetto del prodotto.
Il video ha raggiunto in breve tempo un’ampia diffusione (ad oggi circa 900.000 visualizzazioni). Samsung, allertata dal fenomeno, è intervenuta nel tentativo di salvare la propria immagine.


In un secondo video l’utente presenta la lettera dell’azienda che gli propone un modello similare in cambio dell’immediata rimozione del video da Youtube. I toni della lettera sono particolarmente decisi e ciò non piace al destinatario.
Il video in questione ha già raggiunto oltre il milione di visualizzazioni (esattamente 1.163.621 nel momento in cui scriviamo), in continua ascesa.
Se i commenti al primo video potevano concedere spazio alla fatalità e a un margine di difettosità legata ai grandi numeri, quelli al secondo video tendono severamente a non apprezzare l’approccio commerciale dell’azienda.

lunedì 23 dicembre 2013

100 modi per risparmiare

Qualche tempo fa il programma fedeltà Nectar ha lanciato un concorso per premiare le migliori idee dei consumatori sul tema del consumo intelligente. Traggo spunto da quella iniziativa per raccogliere le tra i lettori di questo blog le soluzioni da condividere per riuscire a risparmiare senza troppe rinunce.

Vorrei arrivare a 100 idee, iniziando da quelle proposte dai vincitori del suddetto concorso.

Chi vuole può integrare la lista.

1) Utilizzare temporizzatori per far funzionare gli elettrodomestici in orario notturno e ciabatte in modo da spegnerli senza lasciarli in stand by.

2) Fare la spesa con la lista per non sforare e avvalersi delle offerte per i prodotti di normale utilizzo.

3) Fare la spesa senza bambini perché inducono ad acquisti superflui.

4) Riciclare gli avanzi di cucina rielaborando nuove ricette.

domenica 22 dicembre 2013

Depontani



Foto: Adolfo Ziofoffo Matteucci
Secondo Timeo - leggo in "I supplizi capitali" di Eva Cantarella - i sardi erano usi a inseguire gli ultrasessantenni, bastonandoli, fino a precipitarli dall’alto di una roccia.
Tutto ciò ridendo: il riso “sardonico” era evidentemente rituale. 
Plinio riporta come i vecchi, presso gli Sciiti, stanchi della vita si lanciavano spontaneamente da una rupe e lo stesso avveniva presso i cantabri, antenati degli odierni baschi, secondo il racconto di Silio Italico, al compimento dei sessant’anni sentendo venir meno le forze. Anche a Roma, l’eliminazione degli anziani buttati nel Tevere pare fosse un antico uso (guarda caso i sessantenni erano chiamati depontani ed era in uso un detto: Sexagenari de ponte) del quale lo stesso Ovidio si rammaricava, e che Cicerone cita a contrario narrando l’episodio di un tale che ancora non aveva compito la fatidica età e che si era trovato a subire analogo trattamento, definendolo contra mores maiorum.